Un rubinetto che perde acqua

È ormai da diverso tempo che il nostro pianeta è sottoposto ad un’importante crisi idrica.

Il problema della scarsità d’acqua non riguarda solo la costante carenza di pioggia alla quale ogni anno assistiamo.

Riguarda infatti settori e situazioni di più larga scala come, ad esempio, una gestione completamente inadeguata delle risorse idriche e di comportamenti ormai inaccettabili nell’uso dell’acqua.

Ma vediamo adesso insieme nel dettaglio di cosa si tratta e cosa possiamo fare noi per non peggiorare il problema.

Il paesaggio italiano influenza la gestione dell’acqua 

Una ragazza su una montagna che guarda il mare

Il nostro paese presenta delle caratteristiche orografiche ben articolate

(parliamo del modo in cui sono disposte le montagne lungo il territorio).

È proprio questa caratteristica a rendere difficile una distribuzione omogenea della risorsa acqua

e a portare ad una suddivisione netta nella distribuzione delle precipitazioni tra nord e sud Italia.

I territori a nord Italia sono sottoposti ad abbondanti precipitazioni durante l’anno,

a differenza dei territori a sud Italia dove le temperature sono più elevate e l’evaporazione è molto più consistente.

Sentiamo parlare spesso della grande varietà, in termini di paesaggio, del territorio italiano:

partendo da paesaggi marini passiamo con facilità a paesaggi collinari, per raggiunge territori montani in poco tempo.

E questo è stupendo!

Ma è proprio questo territorio così articolato a rendere difficile lo spostamento dell’acqua in eccesso tra le varie regioni.

Questa problematica,

insieme ad una quantità sempre più bassa di umidità nel suolo

(se non c’è acqua, non c’è acqua da nessuna parte)

rende molto difficile, se non impossibile, utilizzare il 100% dell’acqua piovana.

Tutto ciò significa che,

anche se in realtà sono 300 miliardi di metri cubi d’acqua che cadono o fluiscono in Italia ogni anno,

noi siamo in grado di utilizzarne a malapena un terzo.

Di questo terzo di metri cubi di acqua a nostra disposizione, circa il 70% proviene da acque superficiali come sorgenti, laghi e fiumi.

La grande importanza dell’acqua piovana

Un panorama deserto e senza acqua

Il grande problema della siccità, però, sorge nel momento in cui le piogge iniziano a scarseggiare.

Una situazione che ormai da anni conosciamo fin troppo bene.

In questo contesto,

non essendoci la giusta proporzione di acqua che entra e che esce dai corpi idrici (fiumi e laghi),

tutte le nostre più importanti fonti d’acqua si asciugano rapidamente, lasciandoci letteralmente a bocca asciutta!

Situazioni di questo tipo sono quasi all’ordine del giorno in molti territori a sud Italia,

dove i periodi di grande caldo e rare precipitazioni diventano ogni anno sempre più lunghi e ingestibili.

Vuoi conoscere modi sempre nuovi per vivere una vita sostenibile? Passa a trovarmi e parleremo insieme di nuove e rivoluzionarie abitudini da prendere nel nostro quotidiano.

La storia dell’acqua: dagli inizi ai giorni nostri

Un acquedotto

Ben 2000 anni fa l’Italia era un importante centro di raccolta e gestione dell’acqua

proprio grazie ai suoi grandi, imponenti e perfettamente funzionanti acquedotti all’avanguardia!

Era un territorio con un sistema idrico così perfetto da rendere questi territori le “fonti” principali di acqua utile a dissetare tutte le città formate e in formazione in quell’epoca.

Oggi, invece, la situazione è esattamente opposta.

Abbiamo sfruttato così tanto tutte le nostre risorse che,

ad oggi,

siamo obbligati a compiere dei giganteschi sforzi per sostituire tutte le parti,

ormai non più funzionanti,

di quella che era una meravigliosa rete idrica.

L’ Italia è attualmente tra i Paesi che influenzano di più il consumo idrico in tutta l’Europa

rappresentando il 25% del consumo d’acqua totale

(europeo, che sia chiaro).

Tra i settori che, più di tutti, fanno un uso eccessivo e ingiustificato di acqua ritroviamo l’agricoltura:

molte (e molto ampie) zone d’Italia non sono assolutamente adatte a queste attività quindi,

per cercare di mantenere sani dei coltivi che,

naturalmente parlando non sarebbero mai cresciuti in quelle zone,

gli agricoltori utilizzano dei sistemi di irrigazione estensivi lungo tutto il territorio.

In più,

per tentare di utilizzare più acqua possibile,

l’agricoltura sfrutta le acque sotterranee NON rinnovabili,

le quali rappresentano così il 15% di tutta la quantità di acqua utilizzata per attività umane.

Attenzione:

questo 15% che come semplice numero scritto su “carta” potrebbe risultare piccolo,

in realtà è una quantità di acqua non rinnovabile che rappresenta il doppio di quella utilizzata in Sardegna e ben 7 volte quella utilizzata in Grecia.

Stiamo comunque parlando di risorse NON rinnovabili,

quindi di tutta una quantità di acqua che una volta prelevata dal terreno non si riforma,

non “ricresce” in nessun modo!

Scelte italiane non così tanto salutari

La sede di un tribunale

Era il 2014 quando la Corte di giustizia europea decise di avviare un’azione legale contro il governo italiano.

Per quale motivo?

Il nostro governo per anni ha trattato in maniera inadeguata le varie fonti idriche piene di sostanze quali calcio, arsenico e fluoro.

E la risposta a questa incompetenza quale sarà mai stata?

Ebbene si, gli italiani

(o almeno la gran parte)

hanno deciso di non bere più acqua dai rubinetti domestici,

ma piuttosto hanno preferito affidarsi all’acqua in bottiglia.

Decisione più che lecita e comprensibile visti i vari pericoli che presenta l’acqua di rubinetto!

Peccato però che,

così facendo,

si utilizzano e sprecano circa 230 litri di acqua a persona,

oltre a peggiorare ulteriormente l’altra grande problematica ambientale rappresentata dalla plastica!

(Parlo ora al presente perché, nonostante questa azione legale del 2013, attualmente le acque di molte regioni italiane non sono ancora trattate adeguatamente).

Cambiamento climatico vs attività umane: una sfida all’ultima goccia

Un ambiente completamente arido e privo di acqua

Non dimentichiamoci poi di lui:

il solo ed unico cambiamento climatico,

colui che è stati in grado di peggiorare ancora di più la situazione, portando ad estati sempre più calde e secche negli anni.

Ma anche qui: non possiamo mica dare la colpa alla natura! 

La grande responsabilità, per eventi climatici estremi come siccità e ondate di calore, ovviamente risiede nelle nostre attività.

Parliamo ad esempio delle storiche infrastrutture idriche tanto all’avanguardia un tempo:

attualmente sono state sottoposte ad investimenti più che mai tardivi e ad una manutenzione delle reti idriche più che mai inesistente!

Tutto questo nel tempo ha portato solo a degli enormi sprechi… di risorse e di denaro!

Inoltre un italiano medio in casa utilizza all’incirca 220 litri d’acqua

(se non di più)

per svolgere attività domestiche come cucinare, lavare e pulire,

mentre circa il 60% di quest’acqua viene utilizzata per l’igiene personale.

Questi sono numeri completamente differenti,

se non del tutto opposti,

rispetto a quelli che ritroviamo nei paesi in via di sviluppo.

In questi casi la maggior parte delle persone sopravvive con solo 20, o al massimo 30, litri di acqua al giorno…

se non ancora meno.

Ma il problema non è solo questa grande differenza e disparità nell’uso delle risorse idriche in giro per il mondo

(problematica comunque fin troppo importante)

quanto il fatto che in Italia, in realtà, gran parte del nostro uso domestico di acqua non è assolutamente necessario!

Piccole azioni per una grande risorsa

Una casa con un bel giardino mantenuto tramite un sistema che innaffia acqua all'occorrenza

Affrontare questa grande crisi idrica richiede sicuramente delle decisioni “rivoluzionarie” forti e decise da parte delle grandi infrastrutture.

Ma quello che riguarda noi comuni mortali e addetti ad un miglioramento della vita di tutti i giorni

è una maggiore sensibilizzazione e promozione di comportamenti sostenibili

da poter effettuare tutti i giorni in modo del tutto autonomo all’interno delle nostre case.

Ridurre lo spreco di acqua non richiede degli sforzi titanici o dei sacrifici così tanto impossibili,

ma bastano delle piccole azioni da svolgere ogni giorno!

Vediamo insieme di quali “sforzi” stiamo parlando!

1. Evitiamo inutili rubinetti aperti

Un rubinetto con aperto con acqua che scende

Sembra fin troppo ovvio dirlo e sentirselo dire, ma chiudere i rubinetti quando non stiamo utilizzando l’acqua è il primo modo per risparmiarne il più possibile.

Ci capita spesso

(sicuramente non a tutti, ma comunque a molti di noi)

di lasciar scorrere l’acqua mentre ci laviamo i denti o ci radiamo.

Ma, sul serio, che senso ha?

Si, è sicuramente rilassante il rumore dell’acqua che scorre, ma non tanto da aiutare a compromettere la quantità di acqua sul pianeta.

Un rubinetto aperto può far uscire dagli 8 ai 10 litri di acqua al MINUTO.

Non proprio una quantità minima insomma!

Ma c’è di più!

Questo spreco può essere evitato anche quando dobbiamo lavare i piatti o la frutta e la verdura.

Infatti in questo caso, invece di lasciare aperta la fontana, ci basterebbe semplicemente riempire una bacinella con una quantità di acqua sufficiente per lavare a mano, limitando un uso eccessivo di acqua corrente.

2. Controlliamo le perdite in casa

Un ragazzo che chiude il rubinetto dell'acqua

Un rubinetto che perde può sprecare fino a 4 mila litri di acqua in un solo anno!

Quanto ci costa invece, in termini di tempo e di energie, controllare regolarmente rubinetti e cassetta del water?

In questo modo possiamo individuare per tempo delle eventuali perdite, ripararle velocemente e persino risparmiare economicamente… oltre che in salute nostra e del pianeta intero!

Un altro importante e furbo consiglio è quello di chiudere il rubinetto centrale dell’acqua quando partiamo per periodi prolungati.

In questo modo evitiamo delle perdite prolungate e delle brutte sorprese una volta rientrati dal viaggio rilassante che aspettavamo di fare da una vita!

Evitiamo di tornare dopo 10 giorni di vacanza e di doverci innervosire nuovamente 10 minuti dopo aver rimesso piede in casa!

3. Scegliamo uno scarico del water a risparmio

Un sistema di water e scarico in un bagno

Questa tipologia di scarico ci dà la possibilità di regolare il flusso d’acqua.

In questo modo possiamo sicuramente ridurre drasticamente i consumi di acqua in bagno.

Una buona scelta è anche la cassetta di scarico dotata di doppio tasto: utilizzando infatti il pulsante più piccolo, riduciamo di molto la quantità di acqua persa ad ogni nostro scarico.

4. Facciamo sempre il carico di elettrodomestici

Un signore che riempie la sua lavastoviglie

Lavatrici e lavastoviglie sono una gran bella scoperta e sicuramente hanno migliorato la vita, le mani e la schiena di tutte le persone prima di noi.

(Anche solo immaginare di dover lavare TUTTI gli indumenti a mano mi fa salire tutto il nervosismo presente in me)

Ma è anche vero che dobbiamo imparare ad usare meglio questi meravigliosi elettrodomestici.

Evitiamo di fare lavatrici e/o lavastoviglie quando non sono a pieno carico.

Meglio aspettare qualche giorno in più ma avere una bella lavatrice piena e ingorda di magliette e pantaloni, piuttosto che fare ogni giorno una lavatrice con tre vestiti in croce.

Se, inoltre, dobbiamo andare per negozi a scegliere un nuovo elettrodomestico, cerchiamo di scegliere dei modelli che siano a basso consumo energetico (classe A+).

Ciò può ridurre di molto il nostro impatto ambientale e, nel tempo, ci farà risparmiare sui costi.

È vero che il costo iniziale di elettrodomestici di classe A+ è più alto rispetto ad altre tipologie, ma è anche vero che risparmio energetico e durata di vita più lunga andranno ad ammortizzare nel tempo il loro costo.

Un altro comportamento che dovremmo cercare di evitare riguarda piatti e posate: evitiamo  infatti di risciacquarli prima di metterli in lavastoviglie, in modo da poter consumare meno acqua possibile.

5. Innaffiamo le piante al momento giusto

Una ragazza che innaffia le piante

Non ho mai avuto il pollice verde e ormai mi sono messa l’anima in pace: non lo avrò mai.

Ma una cosa l’ho capita:

il periodo migliore per innaffiare le piante è la sera, in quanto è il momento della giornata in cui si rischia una minore ed inutile evaporazione di acqua.

In questo modo tutta l’acqua che aggiungiamo ai nostri vasi può essere completamente assorbita dalle piante.

Può essere questo, quindi, un buon modo per ridurre la necessità di irrigare più volte al giorno le piante.

Non male come punto di incontro no?

(Magari in questo modo, io e chi come me, riusciremo prima o poi a mantenere sana almeno una pianta!)

6. Usiamo i frangigetto

Un lavandino che perde acqua

I frangigetto, o areatori, sono dei piccoli dispositivi che possiamo installare sui rubinetti e sono molto utili se vogliamo ridurre l’uscita dell’acqua senza ridurre o compromettere la sua pressione.

Grazie a questi piccoli strumenti

(che possiamo trovare con facilità e ad un prezzo abbordabile)

collaboriamo in prima persona ad un risparmio di acqua di circa, se non oltre, il 50%.

7. Niente più bagni, solo docce

Una doccia

Questo è un punto cruciale e molto doloroso per me.

Mettersi in una bella vasca calda circondata di candele accompagnate da musica rilassante è tutto quello che desidero alla fine di giornate passate a correre da una parte all’altra.

Ma non è fattibile!

Ma proprio per niente!

Per poterci rilassare un’oretta al giorno, infatti, consumiamo all’incirca 150 litri di acqua.

150 LITRI.

Direi che possiamo trovare altri modi per rilassarci un pò.

Un’idea, per esempio, sarebbe una bella passeggiata/escursione insieme in mezzo ai boschi, non pensate?

(Parliamone… sarebbe una bella idea!)

Con una doccia, invece, andiamo a risparmiare circa il 75% di questa enorme quantità di acqua, utilizzandone “giusto” 40 – 50 litri.

Molto meno direi!

E comunque, il tocco dell’acqua sulla pelle ha un effetto rivitalizzate e tonificante…

non ci vai poi così tanto male no?

8. Non buttiamo l’acqua di cottura

Una pentola con dell'acqua che bolle

Una volta cotte pasta o verdure,

potrebbe essere una buona idea riutilizzare l’acqua di cottura per cuocerci altri alimenti o,

a seconda del suo utilizzo precedente,

può essere “riciclata” per cucinare un buon brodo vegetale, zuppe o minestre.

Per non parlare di quanto l’acqua delle verdure sia un toccasana per le piante in vaso:

provate ad innaffiare le piante con l’acqua di cottura delle verdure,

vedrete che miglioramento avranno in salute le vostre piante!

9. Ferro da stiro? Si, ma a vapore con serbatoio ad acqua

Un ferro da stiro a vapore con serbatoio ad acqua

Ferri da stiro con serbatoio ad acqua ci danno la possibilità di utilizzare l’acqua in modo più efficiente e di ridurne così il consumo.

Condizionatori e deumidificatori, anche se ormai usati e sfruttati dalla maggior parte delle famiglie italiane, sono un grande dispendio energetico ed economico.

Se quindi in casa abbiamo uno di questi elettrodomestici

(che comunque cerchiamo di utilizzare il meno possibile, mi raccomando)

invece di buttare tutta quell’acqua di condensa che producono cerchiamo di riutilizzarla in tutti i modi possibili.

Un’idea, quindi, può essere quella di riutilizzare quest’acqua per il nostro ferro da stiro… ma non solo:

è acqua perfetta anche per innaffiare le piante o lavare i pavimenti in casa.

10. Raccogliamo l’acqua piovana

Una ragazza che raccoglie in una bacinella dell'acqua piovana

Raccogliere l’acqua piovana è un buon modo per evitare di usare l’acqua potabile anche per attività a “scopi non potabili”.

Mi spiego meglio:

possiamo utilizzare “acqua naturale” per le odiose pulizie settimanali di casa, ma anche per innaffiare il giardino nei periodi di maggior siccità.

Accumulando in questo modo acqua piovana in un recipiente bello capiente, contribuiamo sicuramente a ridurre lo spreco di acqua e,

nello stesso tempo,

impariamo anche a sfruttare al meglio le risorse naturali disponibili senza ricorrere al nostro solito ed incessante sfruttamento umano.

Solo 10 semplici abitudini

Una fontana in città

Sono quindi tanti i modi che abbiamo a disposizione per aiutare la risorsa acqua a tornare “florida” come una volta o almeno ad avvicinarcisi un minimo.

Oltre ad essere tante, queste attività che possiamo svolgere, sono anche molto semplici e sicuramente non così faticose!

A volte basta veramente molto poco… e questa è proprio una di quelle volte.

Non stiamo parlando di modificare completamente la nostra vita di tutti i giorni e non stiamo parlando nemmeno di dover compiere delle spese e delle imprese titaniche per ridurre lo spreco di questa risorsa.

Sono solo 10 abitudini che nel tempo possono entrare a far parte della nostra vita favorendo così la rinascita di una risorsa per noi più che vitale.

Qualche passo avanti e qualche cambiamento minimo nella nostra vita possiamo pur farlo a fronte di ciò che ci aspetterebbe se continuassimo a sfruttare oltre il limite del possibile questa vitale risorsa.

Possiamo farlo.

Insieme.

Come sempre.

E come sempre, come ogni settimana, io sarò qui ad aspettarvi per la prossima sostenibile e stimolante condivisione.

Alla prossima Eco Warriors!

Come non sprecare acqua in casa

Di Zoe

Sono una divulgatrice e guida ambientale appassionata. Creatrice di EcoHorizon, condivido articoli su ambiente, novità scientifiche, pratiche ecosostenibili, piante e animali. Quando non sono impegnata a scrivere, conduco escursioni e workshop per avvicinare le persone alla natura. Seguimi su EcoHorizon per scoprire come possiamo proteggere e preservare il nostro pianeta insieme!

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